Nel panorama attuale della finanza locale, la costruzione del Piano Economico Finanziario del servizio rifiuti rappresenta una delle sfide più articolate per gli enti territoriali.
Non si tratta più di un adempimento meramente contabile, ma di un procedimento amministrativo a tutti gli effetti, capace di incidere sulla sostenibilità del servizio, sull’equilibrio dei bilanci comunali e sulla corretta definizione delle tariffe applicate ai cittadini.
L’evoluzione del metodo tariffario ARERA, giunto alla fase MTR-3, ha reso ancora più evidente la necessità di superare approcci frammentati, basati su fogli di calcolo scollegati e su una gestione disomogenea delle informazioni. In questo contesto, cresce l’esigenza di strumenti in grado di accompagnare gli uffici lungo l’intero ciclo di costruzione del PEF, garantendo coerenza normativa, controllo dei dati e tracciabilità delle scelte.
È proprio all’interno di questo scenario che si collocano soluzioni specialistiche come il servizio PEF TARI Flow, curato dalla Golem Net Sb, pensato per supportare la Pubblica Amministrazione nella gestione strutturata del Piano Economico Finanziario dei rifiuti. L’obiettivo è quello di trasformare un processo spesso percepito come oneroso e frammentato in un percorso ordinato, guidato e pienamente governabile, in linea con le logiche regolatorie e con le esigenze organizzative degli enti locali.
Alla base di queste soluzioni vi è un impianto metodologico che riproduce fedelmente la sequenza prevista dal metodo tariffario, adattandola alle modalità operative degli uffici pubblici. Il processo si articola in una serie di passaggi consecutivi, pensati per accompagnare l’operatore dalla fase iniziale fino alla trasmissione del dossier per la validazione.
Si parte dall’anagrafica dell’ente e dalla definizione puntuale del perimetro di gestione del servizio, per poi passare all’inserimento ordinato delle componenti economiche. Il percorso prosegue con l’analisi dei crediti, la gestione del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità e il caricamento della documentazione di supporto, fino ad arrivare alla fase conclusiva di verifica e invio.
Ogni passaggio è corredato da indicatori di avanzamento e messaggi esplicativi che consentono di comprendere in tempo reale lo stato del lavoro, segnalando eventuali informazioni mancanti o criticità da risolvere prima di procedere. Una modalità operativa che riduce l’incertezza e restituisce controllo anche nei contesti organizzativi più articolati.
La sezione dedicata alle voci di costo rappresenta uno dei momenti più delicati dell’intero procedimento. La corretta imputazione delle componenti previste dal MTR-3 – dai costi di raccolta a quelli comuni, fino alle poste ambientali e agli oneri generali – richiede un approccio uniforme e una visione d’insieme costantemente aggiornata.
Le piattaforme più evolute consentono di gestire in modo strutturato tutte le componenti regolatorie, permettendo di indicare sia i valori dell’anno base sia le previsioni per l’intero periodo regolatorio. Il sistema tiene conto automaticamente dell’IVA detraibile, calcola i totali e aggiorna in tempo reale i riepiloghi, offrendo una fotografia sempre coerente del Piano.
Questa visione aggregata consente agli operatori di valutare l’impatto delle singole scelte, individuare tempestivamente scostamenti o squilibri e intervenire prima che le criticità emergano in sede di validazione.
La gestione dei crediti commerciali e del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità è uno degli aspetti che più frequentemente genera rilievi da parte dei soggetti validatori. Errori formali o incoerenze sostanziali in questa fase possono compromettere l’intero impianto del PEF.
Per questo motivo, l’inserimento dei dati relativi ai crediti complessivi, a quelli scaduti e alle posizioni inesigibili avviene secondo logiche di coerenza interna, con controlli automatici che mettono in relazione i diversi campi e verificano la congruità delle scelte adottate. La possibilità di specificare il metodo di calcolo e le quote di riferimento, inclusa la componente TARI, contribuisce a rafforzare la robustezza complessiva del Piano.
Uno degli elementi di maggiore discontinuità rispetto al passato è il riconoscimento del PEF come atto amministrativo complesso, che deve essere supportato da evidenze documentali puntuali. Contratti, fatture, mandati di pagamento, delibere e atti correlati non sono più elementi accessori, ma parti integranti del processo.
Il caricamento strutturato dei documenti e la loro associazione alle singole voci di costo consentono di ricostruire immediatamente il percorso che ha portato alla determinazione di ogni importo. Un approccio che semplifica le attività di controllo, facilita le verifiche successive e rafforza la difendibilità del Piano anche a distanza di anni.
Una volta completata la compilazione, il sistema attiva una checklist di validazione che verifica la completezza del dossier, la coerenza interna dei dati e il rispetto dei vincoli regolatori. Solo al superamento di tutte le verifiche è possibile procedere con l’invio ai soggetti competenti.
Ogni azione – dall’approvazione alla richiesta di integrazioni, fino all’eventuale rigetto motivato – viene tracciata all’interno di un audit trail completo. Questo livello di tracciabilità rafforza la responsabilità amministrativa e consente di ricostruire in modo puntuale le decisioni assunte lungo l’intero iter.
Le esigenze operative variano sensibilmente a seconda che il Comune operi in autonomia o all’interno di un assetto con Ente Territorialmente Competente. Le piattaforme più avanzate sono progettate per adattarsi a entrambi gli scenari, consentendo all’ETC di coordinare e validare i PEF dei Comuni assegnati oppure supportando il coordinamento interno tra uffici in assenza di un soggetto sovraordinato.
In entrambi i casi, il sistema diventa un punto di convergenza delle informazioni, capace di integrare i dati provenienti dai gestori del servizio con quelli elaborati dagli uffici comunali.
Un ulteriore elemento distintivo è rappresentato dalla possibilità di integrare direttamente il PEF grezzo predisposto dai gestori attraverso il caricamento del file Excel del tool MTR-3 ARERA. Il processo di integrazione automatica consente di selezionare un dossier validato, avviare il merge dei dati e scaricare il file completo, corredato da un tracciato dettagliato delle operazioni effettuate.
Una funzionalità che riduce sensibilmente i tempi di lavorazione e limita il rischio di errori manuali.
Lo sviluppo secondo standard moderni di sicurezza applicativa e la disponibilità di interfacce di integrazione documentate favoriscono il dialogo con altri sistemi informativi della Pubblica Amministrazione. Ma il valore aggiunto risiede soprattutto nella capacità di conservare la memoria storica del dato.
La continuità amministrativa, spesso messa a rischio dai cambi di personale o dai passaggi tra periodi regolatori, viene garantita dalla tracciabilità delle scelte, dei criteri adottati e delle evidenze utilizzate. Un patrimonio informativo che consente ai nuovi operatori di orientarsi rapidamente e riduce il rischio di ricostruzioni parziali o interpretazioni errate.
In definitiva, strumenti di questo tipo non sostituiscono le competenze degli uffici, ma le valorizzano. Rendono il PEF più leggibile, motivato e coerente, migliorano il dialogo tra Comuni ed Enti territorialmente competenti e abbreviano i tempi complessivi del procedimento.
In un contesto di controlli sempre più stringenti e di crescente attenzione alla qualità del dato, la digitalizzazione del processo PEF rappresenta una leva concreta per rafforzare la trasparenza, la responsabilità e l’efficacia dell’azione amministrativa. Non un semplice software, ma un supporto decisionale che accompagna gli enti locali verso una gestione più consapevole e strutturata del servizio rifiuti.